Che nel repertorio del buon Umberto ci fossero pezzi di un certo peso era noto da tempo a tutti. Non stupisce quindi l'uscita sui fucili da imbracciare per l'ordine delle liste sulle schede. Uscita che fa il paio con quella di qualche anno fa secondo cui i fucili si sarebbero dovuti imbracciare per andare a snidare, casa per casa, quelli che secondo lui erano i fascisti e che oggi sono grossa parte della sua coalizione.
Cosa bolle in pentola? L'Umberto sente odore di pareggio, intravede la possibilità di accordo tra PDL, PD e magari anche UDC e sa che se la cosa andrà in porto non ci sarà spazio per la Lega. Così come il PD ha potato i cespugli, al centro destra si chiederà un biglietto d'ingresso rappresentato dal benservito al carroccio. Per tentare di frenare questa tendenza, che nelle intenzioni di voto pare evidente, l'Umberto tenta di avvelenire il clima per scavare un solco quanto più ampio possibile tra i due schieramenti. Da un punto di vista tattico gode di un vantaggio visto che Silvio, oltre a discettare dell'età e della salute dell'Umberto, non può concedersi uscite più velenose ed incisive. Tuttavia più che un solco servirebbe un fossato per escludere fin d'ora l'esito dell'accordo. E non è detto che possa bastare visto che i pontieri sono già alacremente al lavoro da tempo.